"La merce che ci mangia" esce in volume
Il libro che esce con Ortica editrice il prossimo 6 giugno non è solo la versione stampata del piccolo saggio uscito nel 2023, in digitale, per Einaudi, ma contiene e si completa di altri due testi, tutti in fitta conversazione tra loro.
Il primo, che dà il titolo alla raccolta, è certamente il più controllato nello stile e nell’andatura; la sua discontinuità con i miei lavori precedenti è discreta, benché avvertibile: come scrive Afshin Kaveh, La merce che ci mangia è «breve ma intensa riflessione critica che prende avvio da una costruzione teorica profondamente diversa dalle precedenti stesure di Bukowski».
Il secondo testo della raccolta è Il corpo del cibo, un’esplorazione nei rapporti metabolici tra corpo e Terra, mediati dall’agricoltura, sia per come questi rapporti sono presentati da autori “classici” (Marx, Feuerbach, Moleschott) che per come sono raccontati nel cinema: Alcarràs, Club zero, Soylent green, Crimes of the future, Il regno… Questo testo è inedito, ma è la stesura rielaborata di un intervento tenuto a Salecina (Grigioni, Svizzera) nell’ambito di un incontro dedicato al cibo nell’autunno del 2024. Qui potete leggere, in anteprima, alcune pagine di questo saggio.
Il terzo testo (Politica da supermercato) è del tutto nuovo, inedito, e pensato esclusivamente per questo volume. È il più libero nella forma, che oscilla tra il racconto proprio, il racconto altrui (Pecoraro, Ernaux) e la teoria (Weil, Arendt, Benjamin, Kierkegaard…). Si tratta, qui, del modo in cui il supermercato, e in generale la merce, strutturano la nostra esistenza quotidiana e il nostro immaginario, spingendoci a una visione del mondo come immensa raccolta di merci (Marx), e catturando a sé la gran parte delle visioni che si propongono come “alternative”:
Il supermercato si fa mondo, insomma, e che bel mondo! La molteplicità delle sue merci è allegoria della diversità umana, e cioè di quella stessa caratteristica che, per Arendt, è fondamento della politica, realizzandosi così il paradosso per cui il dominio delle merci, che è proprio ciò che impedisce ogni reale politica, mima perfettamente la politica stessa, al punto da sostituirla con il suo fantasma spettacolarizzato. (p. 149-150)
La copertina, essenziale, felicemente riprende nel colore il primo testo che ho pubblicato con Ortica, ormai tredici anni fa. La metto qui, come immagine, dispiegata in tutti i suoi elementi costituitivi: prima, quarta e risvolti. Potete preordinare il libretto presso la casa editrice (qui) o la vostra libreria di fiducia. Ci sentiamo più avanti con qualche altra anticipazione.
